Ogni martedì su 2PPL c’è la Storia di LEGO, un anno per puntata, dal 1932 fino al 2027. Dopo la prima puntata tocca al 1933: un anno in cui di mattoncini non si parla ancora, ma in cui succede qualcosa di fondamentale per tutto quello che verrà dopo.
Ole Kirk è nei guai (seri)
Avevamo lasciato il 1932 con Ole Kirk Christiansen che, insieme ai quattro figli, affianca ai mobili la produzione di giocattoli: c’è una crisi enorme, bisogna sbarcare il lunario in qualche modo, e i giocattoli vendono. Ma la Grande Depressione non è una cosa da poco, e nel 1933 continua. Ole è davvero nei guai: non riesce più a stare dietro ai debiti.
Arriva quindi a Billund un avvocato, perché i creditori sono tanti e cominciano anche a minacciare azioni legali. La situazione è pesantissima: la moglie è morta l’anno prima, alcune operazioni edilizie sono andate male, e nel 1924 gli era pure bruciato il capannone. L’avvocato gli consiglia di cominciare a pagare i creditori dando come garanzia la sua casa, il Løvehuset. E Ole non ha alternative.
Spoiler: nel 1933 non ci sono nuovi prodotti. E ricordiamolo: l’azienda non si chiama ancora LEGO, ma semplicemente “falegnameria di Billund”.
Senza governante, un annuncio sul giornale
Tra il lavoro e la famiglia, vedovo con quattro figli, Ole non ce la fa più. E il 1° ottobre 1933 se ne va anche la governante, Nina, che a sua volta non regge più la situazione. Così Ole si ritrova senza nessuno che badi ai figli e mette un annuncio sul Kristeligt Dagblad, un quotidiano cristiano.
Nell’annuncio fa un po’ il furbo, metà e metà: scrive di avere solo due figli. Una mezza bugia, perché Johannes e Karl Georg sono in apprendistato e non sono sempre a casa: in casa, effettivamente, i figli sono due.
Entra in scena Sofie
E qui comincia una storia molto importante, con un personaggio fondamentale: Kirstine Sofie Jørgensen, per tutti semplicemente Sofie.
Sofie aveva lavorato ad Aarhus in un riformatorio maschile, una struttura assistenziale legata alla Missione Interna, e aveva messo da parte un po’ di soldi: voleva aprire un negozio. Torna quindi a Haslev, la sua città, sperando di gestire un punto vendita di una catena di saponi e prodotti per l’igiene. Ma il posto viene assegnato a un’altra persona. Ed è proprio a casa di un’amica, sfogliando il Kristeligt Dagblad, che trova l’annuncio di Ole Kirk. «Vabbè, proviamoci».
Ole riceve diverse candidature e si fa aiutare a valutarle dal responsabile del caseificio locale. Alla fine sceglie Sofie: ha buone referenze, condivide la sua forte religiosità (per Ole importantissima) e arriva da Haslev, uno dei centri della Missione Interna, il movimento religioso a cui Ole è vicinissimo.
Capelli corti e figli in più
È Godtfred ad andare a prenderla alla stazione di Billund. Quando Ole vede arrivare questa ragazza con i capelli corti, le fa capire, scherzando ma fino a un certo punto, che se l’avesse saputo non l’avrebbe nemmeno presa in considerazione. Ma anche Sofie ha la sua sorpresa: scopre che i figli sono quattro, non due. Pari e patta.
Alla fine va tutto bene, tanto che i figli di Ole ricorderanno Sofie come una madre buona, affettuosa e capace, anche se era “solo” la governante. Avete capito dove sto andando a parare, ma ne parleremo nella puntata sul 1934.
Perché Sofie è così importante
Una cosa però va detta subito: Sofie è una delle artefici di LEGO così come la conosciamo oggi. Se oggi abbiamo LEGO com’è, una buona parte del merito è suo. Il perché lo vedremo nella prossima puntata.
Il 1933, alla fine, è un anno di transizione: Ole Kirk si barcamena tra i debiti, cercando di salvarsi con i mobili e i giocattoli in legno. Come ce l’ha fatta? Lo vediamo martedì prossimo, con il 1934.
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