Ogni martedì su 2PPL c’è la Storia di LEGO, un anno per puntata. Oggi parliamo del 1939, un anno importantissimo perché, purtroppo, è quello dell’inizio della Seconda guerra mondiale. E vedremo come questo ha avuto un impatto su LEGO, perché un impatto ce l’ha avuto eccome.
LEGO nei primi mesi del 1939
Nei primi mesi del 1939 non sta ancora succedendo niente: Hitler è cancelliere della Germania, ma la guerra non è ancora scoppiata e LEGO procede come un’azienda normale. Un dato preciso, dichiarato proprio per il 1939: LEGO ha 10 dipendenti.
E c’è una cosa importante che spesso viene omessa: è uno degli anni in cui Godtfred, il figlio di Ole Kirk, comincia a occuparsi di LEGO in modo operativo. Ricordate la storia delle mani di vernice? Ora inizia anche a progettare giocattoli, anche se quelli del 1939 che vediamo oggi non sono ancora suoi.
Arrivano i blocchi di legno
Fra i prodotti del 1939 ci sono varianti di colore di oggetti già visti e cose simili agli anni precedenti, come il 237/1, la coppia di uccelli. Ma c’è una novità molto sottovalutata: LEGO introduce i blocchi di legno. Non venduti separatamente, ma insieme a dei piccoli carretti, ed è proprio su questi che LEGO si concentra nel 1939.
I carretti con i blocchi arrivano in diverse taglie, a seconda di quanti blocchi si volevano: il 251 con 8 blocchi, il 252 con 12, il 253 con 20, il 254 con 24 e il 255 con 28. I bambini si portavano in giro i loro cubi e poi ci giocavano. Una costruzione modulare che fa già presagire quello che LEGO farà con i mattoncini di plastica.




Foto: archivio storico LEGO Group. Clicca su una foto per aprire la sua scheda su LEGO.com.
Curiosità: i blocchi di legno andavano fortissimo come giocattoli negli anni ’30 e ’40, ma sono sopravvissuti a lungo. Io, bambino degli anni ’80, avevo i cubi di legno! Non sono genitore e non so se nel 2026 si vendano ancora: forse in quei negozi di giocattoli un po’ particolari, quelli che vendono soprattutto giocattoli in legno. Ditemelo nei commenti del video.
Settembre 1939: la guerra
A settembre la Germania invade la Polonia e scoppia la famigerata Seconda guerra mondiale. Penserete: guerra mondiale, a nessuno importa più dei giocattoli, produzione distrutta. E invece, per LEGO, il 1939 è un ottimo anno. Brutto da dire, ma io riporto i fatti in modo oggettivo.
Il motivo è semplice: con la guerra si bloccano le importazioni dall’estero. Chi voleva comprare giocattoli doveva per forza comprare prodotti nazionali, e chi meglio di LEGO? Certo, erano solo 10 persone, ma all’epoca non c’erano le grandi industrie di oggi. E bisogna considerare che negli anni ’30 la Danimarca aveva 3-4 milioni di abitanti, quanto una grande città di oggi: anche un piccolo produttore di una nicchia come i giocattoli in legno poteva servire bene il mercato. Le puntate dal 1939 al 1945 sono ricchissime di avvenimenti, e quella sul 1942 sarà particolarmente importante.
Giocattoli belli, ma soprattutto da giocare
Una cosa da sottolineare: LEGO fin dall’inizio non ha puntato solo sull’estetica, anche se ci teneva (ricordate la vernice e i colori delle anatre?). Ha scelto di fare giocattoli che fossero anche ludici, con una funzione di gioco, e se vogliamo anche educativa, non solo cose belle da mettere lì e guardare. Ed è una scelta che segnerà tantissimo la storia di LEGO negli anni successivi.
Quattro appuntamenti a settimana
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Le foto d’epoca sono dell’archivio storico del LEGO Group: trovate tutte le schede nell’archivio dei giocattoli in legno su LEGO.com. LEGO® è un marchio del LEGO Group, che non sponsorizza né approva questo sito.
